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Per non arrivare troppo affamati al pranzo e alla cena, con il rischio di abbuffarsi con qualunque cosa si trovi sulla tavola, il segreto sta nel consumare uno spuntino a metà mattina e uno a metà pomeriggio. Una sorta di regola del “3+2″ dove colazione, pranzo e cena rappresentano i pasti più importanti della giornata, e le merende di metà mattina e di metà pomeriggio, per quanto leggere, rappresentano invece gli irrinunciabili “fuori pasto”.

L’importanza dello snack “spezza-fame” è uno degli argomenti di cui si è discusso oggi in occasione della presentazione della terza edizione della campagna educativa “Scopri il lato buono dello snack”, promossa da Kellogg Italia. All’incontro, moderato da Nicoletta Carbone, autrice e conduttrice di “Essere & Benessere” (Radio 24), hanno partecipato Maria Antonia Fusco, esperta in nutrizione e dietologia della Fondazione ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica), Gianna Schelotto, scrittrice e psicoterapeuta, Maria Rita Munizzi, Presidente Nazionale Moige (Movimento Italiano Genitori) e Lucia Galluzzi, Nutrition and Corporate Affairs Directors di Kellogg Italia.

“Oggi il fuori pasto ha assunto la stessa dignità nutrizionale dei pasti principali, rivestendo un’importanza fisiologica in uno schema di dieta equilibrato – spiega Fusco -. Lo spuntino consente, infatti, di evitare picchi ipoglicemici e di garantire all’organismo energia pronta e facilmente digeribile”.

Anche in una dieta a regime controllato, “l’abitudine al consumo dello snack può rappresentare un importante correttivo per un’alimentazione sana – continua la nutrizionista – aiutando a mantenere o a controllare il peso perché aiuta a non arrivare con troppo appetito ai pasti principali”.

La composizione dello spuntino rappresenta una scelta molto importante per le mamme che desiderano dare una merenda sana ai propri figli “o, semplicemente, regalarsi una pausa senza sensi di colpa”, precisa Fusco. Qual è il segreto per uno snack sano? “Privilegiare cibi a lento rilascio di energia e a facile digeribilità – consiglia l’esperta – come una barretta a base di cereali oppure un piccolo panino con un affettato magro”.

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