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Chris Harrison, un appassionato di elettronica certamente sui generis, da qualcuno definito folle e visionario, da altri un genio è colui che sta sviluppando Skinput. Skinput è un progetto ambizioso di controllo dell’input attraverso la pelle: attraverso un proiettore “bio-acustico” da indossare sul braccio si possono proiettare dei pulsanti interattivi sulla mano – come sull’avambraccio – per inviare comandi a un terminale.

Skinput è in grado di riconoscere le piccole vibrazioni generate dalle singole pressioni prodotte sulla pelle. Sembrerebbe anche programmata per distinguere la parte del corpo su cui viene riprodotta riconoscendo i suoni prodotti dalla digitazione, diversa a seconda della porzione di epidermide su cui si preme.

 

L’utente dovrà indossare una fascia dotata di microtrasduttori (piezoelectric microcantilever) con sensori in grado di misurare pressione, accelerazione e forza del contatto, e di un microproiettore che riproduce la tastiera sulla pelle. Il tutto sarebbe utilizzabile anche in modalità wireless per controllare telefoni o PC. O per giocare utilizzando le dita come i tasti di un joypad. L’obiettivo finale è di utilizzare il nostro corpo come schermo touch screen.

Microsoft ha preso sul serio i studi di Chris Harrison e gli ha affiancato due interni (Dan Morris e Desney Tan) per lo sviluppo di Skinput.

 

La tecnologia alla base di Skinput è concepita per non essere intrusiva (stiamo sempre parlando di pelle umana) o, nociva per la salute dell’uomo: le specifiche saranno complete entro il prossimo 12 aprile al CHI 2010, ma perché arrivi effettivamente al grande pubblico potrebbero volerci alcuni anni, ammesso che sia ritenuto davvero commercializzabile.

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