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Aimee Copeland, 24enne brillante studentessa della Georgia, stava facendo qualcosa che amava, dice l’Atlanta Journal Constitution: “Una sessione di kayak sul fiume Tallapoosa a Carrollton con i suoi amici”. Ma si è tagliata utilizzando una teleferica artigianale, ferendosi su di un piede, al polpaccio: un brutto taglio che ora potrebbe costarle la vita, visto che da quella ferita sono entrati dei “batteri divoracarne” che hanno già preteso la sua gamba. Che è stata amputata, insieme a delle dita.

RISCHI - Fino a poche ore fa i medici stimavano le sue possibilità di sopravvivenza come “pari a zero”; in seguito si è in parte stabilizzata anche se non è davvero possibile definirla come fuori pericolo. La sua condizione è chiamata fascite necrotizzante, una rara condizione “nella quale i batteri corrono praticamente senza controllo attraverso i tessuti”, scrive laMsnbc. La ragazza perderà, dicevamo, alcune dita delle mani, ma la funzionalità dell’organo è buona e i medici sperano di poterle impiantare delle protesi funzionanti: dopo ore frenetiche di terapia intensiva è tornata cosciente il che, dicono i dottori, è incoraggiante.

RARA CONDIZIONE - Il batterio che l’ha aggredita si chiama Aeromonas hydrophila ed è uno dei più pericolosi in infezioni di questo tipo, che sono già rare in generale: ma in proporzioni distruttive come quella di Aimee sono praticamente casi unici. Di solito si sopravvive, anche se “una persona su cinque muore”. I batteri che causano malattie infettive che pretendono addirittura l’amputazione delle parti del corpo interessate “sono comuni in acque tiepide e stagnanti. In generale non sono un pericolo: secondo un infettivologo della università Vanderbilt, “potrei immergermi nell’acqua e se non mi ferissi starei davvero bene”. Ma profonde ferite possono rappresentare un veicolo d’accesso per questi batteri, tale da costituire davvero un problema. Quella di Aimee è stata “una tempesta perfetta” dice il dottor Besser, capo servizio sanità per l’Abc: “Si è ferita la gamba, era vicina all’acqua, e il batterio l’ha presa”. Forse uscirà dall’ospedale, ma dovrà lottare per farcela.

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