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Ambasciate e rappresentanti istituzionali coinvolti nella mobilitazione mondiale per salvare il meticcio di cui una corte nordirlandese ha deciso la soppressione in quanto “assimilabile” alla razza probita per legge. Sarà giustiziato il 9 luglio. L’Enpa italiano fa appello alla Regina

LONDRA - Non ha fatto niente di male, ma la sua razza in Irlanda del Nord è proibita dalla legge. Per questa ragione Lennox, un meticcio nero di sette anni, il 9 luglio verrà giustiziato con un’iniezione letale. Il suo caso ha gettato nella disperazione la padrona, Caroline Barnes, che per anni lo ha allevato con amore senza far caso al suo pedigree e commosso un Paese intero, provocando una mobilitazione internazionale attraverso la campagna “Save Lennox 1” e una frequentatissima pagina Facebook 2.

Le guardie zoofile di Belfast il 19 maggio del 2010 lo hanno sequestrato all’infermiera Caroline Barnes, 34 anni, e a sua figlia Brooke, 12 anni, disabile, “accusandolo” di assomigliare a un pitbull, razza considerata pericolosa in Gran Bretagna e per questo proibita da una legge del 1991, il Dangerous Dogs Act. Il povero Lennox, che dal momento del sequestro non ha più visto le sue padrone, fino a quel giorno non aveva mai morso né aggredito nessuno. Ma tant’è: la legge è uguale per tutti e i cani, si sa, certe volte sono meno uguali degli altri.

“Graziatelo”. La padrona ha fatto ricorso alla magistratura, ma la sentenza capitale è stata confermata dalla Corte d’Appello. In teoria sarebbe stato possibile un ulteriore ricorso alla corte suprema di Londra, ma i proprietari del cane, su consiglio dei loro avvocati, hanno rinunciato. Caroline, però, non si è arresa e ha lanciato una petizione per chiedere che il suo cane venga graziato, raccogliendo migliaia di firme. Il gruppo su Facebook, “Save Lennox” (Salvate Lennox) ha avuto adesioni da Usa, Australia e Sudafrica, mentre molti giornali britannici hanno scritto del caso e diversi consiglieri comunali si sono detti indignati per la condanna a morte dell’animale. A New York, i sostenitori americani della campagna hanno promosso una manifestazione davanti al consolato di Sua Maestà.


L’intervento dell’Enpa. Anche l’Italia si è mossa. L’Ente nazionale protezione animali, dopo aver sollecitato un intervento dell’ambasciatore del Regno Unito in Italia e del primo ministro dell’Irlanda del nord, ha chiesto un atto di clemenza alla regina Elisabetta, confermando la disponibilità ad accogliere il cane in italia. “Nonostante abbia le ore contate, si continua a sperare in una soluzione più umana e più ragionevole”, sottolineano gli animalisti.Le associazioni invitano tutti gli italiani a contattare via mail l’ambasciata britannica in Italia ([email protected]) per chiedere che Lennox sia risparmiato. Un ulteriore appello partirà dal mondo della musica e dello spettacolo durante il concerto “Monza for animals” che Enzo Iacchetti, i Nomadi, Irene Fornaciari, Tonino Carotone e molti altri artisti hanno accettato di tenere a sostegno degli animali. “Siamo determinati a denunciare questa assurda normativa nelle sedi internazionali. Non è pensabile che una creatura innocente possa essere condannata a morte solo perché somiglia a una razza ritenuta erroneamente e irresponsabilmente pericolosa”, ha detto Carla rocchi, presidente dell’Enpa.

“Non è un pitubull”. Caroline Barnes, d’altra parte, nega fermamente che Lennox sia un pitbull. “Gli era stato fatto il test del Dna – ha detto ai giornali – e questo ha dimostrato chiaramente che è un incrocio fra un American Bulldog, uno Staffordshire Bull Terrier e un Labrador. E’ stato castrato, registrato, microchippato e assicurato. Non è un cane pericoloso. E’ così amabile e affettuoso che non ferirebbe mai nessuna persona o animale”. Alle guardie zoofile, però, è bastato l’aspetto da pitbull. Così Lennox è stato rinchiuso in un canile ed alle sue padrone non è stato permesso neppure di visitarlo. Dopo tante insistenze, sono state fornite loro delle fotografie: si vede il cagnolino nero chiuso dietro una grata in una celletta di cemento, con un po’ di segatura per terra. Il braccio della morte dei quattro zampe.

 

Il dolore della piccola Brooke. In questa vicenda, quella che soffre di più è la piccola Brooke. Una bimba con gravi problemi respiratori, che in Lennox aveva trovato un punto di riferimento. “E’ il mio miglior amico – ha detto al Daily Mirror – . Quando sto male, il che succede un sacco di volte, lui sta ai miei piedi e mi conforta. I miei altri cani escono e giocano, ma Lennox sta con me e io lo amo”. Da quando le hanno portato via il cane, Brooke non è più riuscita ad andare a scuola e ha cominciato a graffiarsi le braccia. Anche i medici che la seguono si sono detti preoccupati per la separazione dall’animale

Fonte web

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