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Uno dei vantaggi dell’essere donna è poter piangere: si perché l’uomo vero non deve chiedere mai figuriamoci se può permettersi le lacrime! Chi di voi invece non si è commossa davanti ad un film o non ha terminato una discussione, magari anche di poco conto, con il partner mostrandosi in lacrime? Anche la più cinica, la mangia uomini spietata, ha pianto almeno una volta di fronte ad un uomo nella sua vita. Per non parlare di quelle a cui basta uno spot pubblicitario per commuoversi!

Ma le donne spesso piangono anche senza lacrime, internamente: di fronte al gesto commovente di un bambino, di fronte ad un complimento negato dalla persona che avrebbe dovuto farlo, di fronte ad una foto del passato o a tutto ciò che ci provoca nostalgia. E’ sicuramente l’amore l’oggetto principale dei loro pensieri e la ragione delle loro lacrime: non solo quello per il fidanzato ma anche quello per i bambini, per le amiche, per i gatti, per gli anziani.. insomma l’amore a 30 gradi.

Si commuovono perfino per gli amori degli altri, per le storie romantiche e tormentate di cui non sono protagoniste: è il sentimento di empatia tipicamente femminile a stimolare questa reazione. Ma piangere è segno di debolezza? Non sempre. Certo scoppiare in un pianto disperato ogni minuto non nasconde una roccia ma spesso piangere è solo uno sfogo e non esclude una reazione anche a parole o nei fatti. Chi piange in pubblico o di fronte al partner non ha paura di mostrarsi per come è veramente. Insomma se è vero che piangere è scritto nel DNA, come la passione per le scarpe e le borse, l’abitudine di andare al bagno in due e di lavarsi i capelli un giorno si e uno no, allora non facciamone un problema e godiamoci tutti la libertà di piangere. 

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