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Il picco dell’epidemia di influenza sta arrivando: nella prima settimana di gennaio sono stati colpiti dal virus 200.000 italiani. E in questa settimana si registra unaumento significativo, con stime che indicano circa 350.000 persone colpite, quindi quasi un raddoppio rispetto ai 7 giorni precedenti. E così, complice il freddo che favorisce una maggior diffusione del virus, il totale stimato dall’inizio della stagione epidemica sale dunque a più di un milione e 200.000 persone.

L’influenza di quest’anno è più difficile da combattere perché risulta dalla combinazione di due virus sconosciuti al nostro sistema immunitario: il ceppo B e l’A/H3N2, oltre a quello già conosciuto A/H1N1. Inoltre, siamo fuori tempo limite per il vaccino: a questo punto vaccinarsi non solo è inutile, ma anche sconsigliabile. La campagna di vaccinazione parte proprio 8-10 settimane prima del picco previsto, per consentire all’organismo di maturare l’immunitàindotta dal vaccino.

Secondo Aurelio Sessa, Presidente della Società italiana di medicina generale, l’aumento significativo in questa settimana ”Non è nulla di paragonabile agli Stati Uniti dove il virus A/H3N2, ben più pericoloso, ha costretto ad allestire tendopoli all’esterno degli ospedali”. E ha anche causato la morte di 20 bambini.  

Fortunatamente, il ceppo più diffuso negli Usa, l’A/H3N2, che può provocare gravi complicazioni come la polmonite, è ”in minoranza” nel Vecchio Continente. “In Italia e in Europa” spiega Aurelio Sessa , che è anche medico sentinella “Assistiamo a un’importante circolazione di virus B dell’influenza (circa il 50% dei tamponi positivi per influenza sono positivi per il virus B) e le infezioni da virus A stanno incrementando con una maggior prevalenza per il virus pandemico A/H1N1, pari al 27% contro il 13% dell’A/H3N2. Ma è necessario mantenere alta la soglia d’attenzione grazie alla rete di sorveglianza, perché anche l’Europa potrebbe trovarsi in una situazione di emergenza se il virus A/H3N2 diventasse il più diffuso”.

FONTE WEB
BENESSERE

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